Vipere

Tornarono con una sola nave quella mattina al porto di Helias, le altre furono bruciate da pirati sulle coste di Tyrin.
Eruner e Zaccaria erano silenti, i loro discorsi erano brevi, incomprensibili e macchiati da una punta di ira. Attraccarono. Le truppe tornarono al castello nel quasi completo silenzio della marcia ," Riposo." grido il sergente e tutti tra le spine della delusione ritornarono nelle stanze , per alcuni giorni non si senti volare una mosca in tutta l'isola,per molti notti le luna non si mostro coperta dalle nubi. Non fece in tempo a passare una settimana che i Re dichiararono che mai più nessun abitante e nessuna guardia, avrebbe ami più messo piede a Tyrin, pena l'esilio.

Così fu. Quindici anni di pace lontani dalla follia, l'esercito si muoveva sotto lo stendardo solo al richiamo del drago , nessun altro grido di battaglia avrebbe mosso gli scudi di Helias. Passarono gli anni, e i primi due troni si avvicinavano al tempo dell'ultimo ordine. Quindici anni passarono freschi e leggeri come il vento passa sulle montagne. Suonò il corno e tutto il regno di helias fu richiamato nella piazza innanzi al castello. Questa volta non uscirono banditori o messaggeri , ma i Re. Eruner tacito.

Zaccaria prese la parola " Sudditi fedeli , miei cavalieri, è giunto il momento per noi di partire... è giunto per noi il momento di tornare da dove siamo venuti " si accostarono alle spalle dei due Zerek e Asura dei regni a sud dell'isola . " Il nostro ultimo comando impone ai chi ci succederà di non avvicinarsi mai più all'isola di Tyrin... e che così sia!" il silenzio riecheggiava per il cortile fu interrotto dalle parole di Eruner " Che mai più nessuno di sieda sul mio trono , da oggi in poi la discendenza dei Vemar è morta. Io Eruner Vemar Re di Helias Reggente di Carahill principe di una terra senza nome Signore delle Vipere lascio tutti i miei titoli, i miei beni materiali e il mio regio potere libero. E che mai nessuno tenti di rivendicarlo!. così sia!" nuovo silenzio. Nuove parole di Zaccaria " Io Zaccaria Holigus Varca Re di Helias Reggente di Orzhov Signore delle Viepre lascio tutti i miei titoli, i miei bene materiali e il mio regio potere al Sergente Giovanni di Saba!" un mormorio invase la folla e un' espressione di stupore si disegno sul volto di Giovanni che si fece avanti e si inginocchiò innanzi a Zaccaria che prese la sua corona la alzo al celo e dicendo" Io Zaccaria Holigus Varca ti incorono Sire Giovanni" il nuovo Sire si alzo si volto verso la folla.

Il silenzio. Pochi secondi ed Eruner gridò " Lunga vita al Re!" e la folla di contro canto ripetè , nel chiasso e nel clamore del momento i quattro si voltaronoe nelle ombre della sala tronale sparirono, fu ritrovata solo la corona di Eruner posta sul suo trono. Gli anni passarono e Giovanni si dimostro un Re saggio e misericordioso, fece costruire due imponenti statue raffigurante la prima generazione di troni all'entrata del palazzo e una sua accanto al suo trono, mentre accanto al trono di Eruner fece sistemare un capitello vuoto.
Gli anni passarono. Sessanta di regno.
Giovani ebbe un figlio: Ataulfo di Saba erede legittimo al trono, che occupo alla compianta morte del padre.
Ancora la pace. Ataulfo rispettò il comando della prima generazione e anch'esso fu un sovrano forte e vigoroso. Altri sessantacinque anni di pace ad Ataulfo successe il figlio Rolando: nato sotto la luna piena si dimostro subito abile stratega e grande comandante ma per molti anni il padre lo costringeva alla vita di corte fino a che non salì al trono pochi anni e appena il suo erede maschio, Sigfrido di Saba compì la maggiore età armò l'esercito ed invase Tyrin con centinaia di navi. Non si seppe più nulla di lui.

Passarono dieci mesi e Sigfrido si fece incoronare Sire. " Lunga vita al Re " gridarono nuovamente dalla piazza " Io, Sigfrido di Saba , nuovo Re di Helias, con questa corona e questa spada partirò, andrò a cercare mio padre se è smarrito , il suo cadavere se è morto , o il suo carnefice se è stato assassinato ! " così ordino, l'esercito si preparò le navi partirono dalla banchina una notte di luna e dalla coperta i soldati pregavano gli dei vipera per avere protezione.

" Per Helias, Per le Vipere, lunga vita al Re" gridavano alle onde durante il viaggio "Per Helias, Per le Vipere, lunga vita al Re" gridarono non appena attraccarono a Tyrin.

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