Ulfpeak

Ulfpeak, era un piccolo regno; un popolo fiero, esperti navigatori e impavidi guerrieri, le loro navi lunghe furono per lungo tempo il terrore delle coste, i lupi del nord sbarcavano con l'intento di distruggere e depredare allontanandosi prima ancora che le vittime potessero tentare di difendersi... tuttò ciò che potevano fare era seppellire i morti e guardare le snelle navi allontanarsi con le loro ricchezze verso porti sicuri tra i fiordi nel gelido nord.
Durò finchè gli uomini del caldo sud non distrussero il regno con una lunga e sanguinosa guerra, che distrusse la civiltà di Ulfpeak e li disperse in villaggi divisi per clan ma che ancora si riconoscevano come un unica nazione.
Questo almeno narravano le leggende con la silenziosa testimonianza di alcune città da lungo tempo in rovina.
Il lungo inverno all' inizio sembrò come gli altri forse arrivato in anticipo, forse più freddo; i lupi di Ulfpeak si preparano ad affrontarlo come facevano ogni anno, scorte di cibo e di legna venivano messe da parte, gli edifici venivano riparati e gli spifferi richiusi, venivano presi tutti gli accorgimenti che secoli di convivenza con i freddi inverni del nord avevano insegnato; nulla però aveva preparato gli uomini a ciò cui stavano andando incontro...
Quell' inverno si dimostrava più rigido di qualunque altro fosse stato affrontato a memoria d' uomo; il mare gelava e la terra diveniva più dura della roccia; gli animali morivano e i predatori erano sempre sempre più audaci, anche gli uomini bestia che vivevano nelle foreste ormai congelate cominciavano a scendere nelle pianure, Ulfpeak non era più una terra accogliente...
Il capobranco Tholgar con la perseveranza degli uomini anziani decise di affrontare l'inverno certo che come gli altri non si sarebbe protratto in eterno; suo figlio Erik d'altro canto era convinto che quell'inverno era diverso, non sarebbe finito tanto presto ed era convinto che se il suo popolo fosse rimasto ne avrebbe ricavato solo sofferenze e lutti!
Disobbedendo agli ordini paterni che gli imponevano di restare, il principe si allontanò con una piccola compagnia alla ricerca di terre in cui il gelo non fosse ancora arrivato, di una nuova patria, in cui sarebbe rinato il branco, citata nell'antica profezia. L'inverno finì ma non il freddo e sempre più uomini morivano, il sovrano ravvedutosi ma ormai infermo richiamò il branco, il possente esercito di Ulfpeak.
Gli uomini risposero.
I senza speranza: feroci guerrieri senza clan che avevano deciso di mettere la loro vita al servizio del regno.
I temuti razziatori provenienti dalle coste.
Le disciplinate unità della guardia del lupo.
I possenti lupi grigi dei villaggi tra le montagne, gli eredi del Regno del Lupo.
Tutti risposero alla chiamata, tutti gli ufficiali furono condotti nelle stanze del re ormai prossimo alla dipartita, quando furono tutti presenti il re cominciò a parlare:
“Coraggiosi lupi di Ulfpeak, su queste nostre terre è giunto un nemico, un nemico che nè il nostro acciaio nè il nostro valore possono sconfiggere, un nemico che io, stoltamente, ho sottovalutato; per fortuna c'è chi ha visto più lontano di quanto io sia stato in grado di fare, mio figlio, il sangue del mio sangue sapeva ciò che era meglio per il branco ed è partito alla ricerca di terre in cui potremo stabilirci, non sappiamo adesso dove sia ma ho fiducia in lui”
L'anziano re afferrò le vesti di Guhtred il comandante della guardia reale con le sue ultime forze. “Adesso miei fidi generali lasciatevi affidare un ultimo incarico da questo vecchio re prima dell'ultima caccia. Trovate mio figlio, trovate una terra per il nostro popolo, salvatelo da questo gelo che lo sta uccidendo. Conducetelo dove possa tornare a prosperare, e chiunque si frapponga tra voi e la vostra meta, possano gli dei avere pietà di lui, PER ULFPEAK!!! PER IL BRANCO!!!
E dopo quest'ultimo grido si liberò delle sue vesti ed uscì dalla sala, affrontando il gelo dell'esterno si ricongiunse agli antenati
Guthred raccolse le sue vesti con un gesto carico di rispetto e poi rivolgendosi ai capiclan raccolti
“Il capobranco è tornato alla natura e ci ha affidato un ultimo compito, è ora di partire"

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