
In un passato non molto lontano vi era un paese sulle montagne che non apparteneva né al territorio dei nani, né a quello degli orchi, né a quello imperiale degli uomini.
Questo paese si chiamava Nordash, grazie all’ efficacia e alla forza del suo esercito aveva ottenuto indipendenza e autonomia anche se circondato da nani,orchi e uomini. Infatti l’esercito di Nordash godeva di una fama centenaria e i suoi guerrieri erano famosi per i valori e i saldi ideali che li spingevano a combattere,se non addirittura a sacrificarsi, per il bene del popolo di Nordash. L’esercito di Nordash era numeroso, tutti i giovani avrebbero voluto farne parte per acquisire fama, tuttavia le prove per entrarvi erano durissime e di natura fisica quanto mentale.
La resistenza al freddo, alla sete,alla fame e alla fatica erano all’ordine del giorno, il timore per la propria vita,le notti passate nei boschi,le missioni contro gli orchi durante l’addestramento temperavano i giovani che avrebbero onorato quel famoso esercito.
Quindi la selezione decimava i poveri di spirito,spinti solo dalla gloria e dalla fama mentre era pieno di uomini degni di questo nome,forti nella mente quanto nel corpo, il loro cuore non avrebbe mai smesso di battere e il loro braccio non sarebbe mai stato abbastanza stanco finché la loro missione non fosse stata portata a termine.
Tra i vari battaglioni in cui l’esercito si divideva uno spiccava più degli altri, al suo interno c’era una guerriera, le sue braccia non conoscevano la fatica, nella sua mente non c’era ricordo della sconfitta, nel suo cuore abitavano i più puri ideali e non v’era dimora per il rancore.
La sua spada come un prolungamento del suo braccio,il suo scudo indistruttibile rendevano il suo attacco decisivo e la sua difesa impenetrabile. ANGELO DELLA GUERRA veniva chiamata. La sua armatura risplendeva più delle altre, i suoi capelli rossi che ad ogni colpo vibrato danzavano e i suoi occhi color dei ghiacci perenni la rendevano degna di quel nome. Tutti i compagni del suo battaglione combattevano fianco a fianco con lei acquisendo nuovo vigore ad ogni suo sguardo o ad ogni sua frase.
Nessuno di loro avrebbe mai pensato di sfidarla o farle del male,sarebbe stato come qualcosa d’innaturale,come scontrarsi con le forze della natura stessa. Per loro lei era un emissario, un angelo della guerra. Ma un giorno lo sconcerto regnò nel battaglione, l’angelo della guerra era caduto, morto. Una sconfitta? Non era possibile, il suo braccio era infaticabile. Una malattia? La sua salute era buona come un pesce dei freddi fiumi di Nordash.
Un incidente? Impossibile, i sensi di quell’angelo erano più sviluppati di quelli animali. Il battaglione pianse quella morte,quella perdita, di un amica, di una maestra, di una compagna di guerra.
Ma il dolore di quella perdita, che viene ancora ricordata tra i suoi compagni, era sempre seguita dall’interrogativo di cosa avesse potuto uccidere quella meravigliosa donna. Felis, sotto comandante, insieme a tutti i compagni del battaglione indagarono per scoprire la verità e sconfiggere il dubbio che infestava la loro mente nelle fredde notti di Nordash. Il battaglione decise di portare a termine una missione che riguardasse solo loro e non tutto l’esercito, decisero perciò di vestirsi di nero e, dato che il loro sonno era sempre disturbato da quello spiacevole evento decisero di muoversi di notte.
Non avrebbero riposato finché la loro missione non si fosse conclusa, e poi la notte li avrebbe resi più invisibili. La missione cominciò di novilunio, il buio era completo. L’ANGELO non poteva essere morto in battaglia, probabilmente un veleno potentissimo poteva essere stato versato nell’ultimo suo pasto.
Chi in Nordash poteva miscelare potenti veleni o possederne alcuni? Sisper l’alchimista, il più famoso produttore di pozioni, elisir,stamine e veleni di Nordash. La missione era entrare in casa sua,accedere alle sue stanze private e scoprire se lui era invischiato nella faccenda. Entrarono dalla finestra passando inosservati,silenziosi come i possenti gatti selvatici delle foreste sulle montagne di Nordash. Sisper dormiva spensierato,dal collo presero la chiave per il suo studio.
Aprirono la porta e cercarono dappertutto, nulla. Era rimasto solo un baule molto grande chiuso con un lucchetto, non fu difficile forzarlo. Apertolo, si scoprì che il baule era una copertura per nascondere un sottopassaggio segreto. L’abominio colpì gli occhi del battaglione. Racchiuso in bocce di vetro, sotto formaldeide,vi erano defunte creature deformi, che il vetro curvato rendeva ancora più orribili. Animali, creature indefinite,ibridi e anche bambini. Nell’angolo del sotterraneo c’era un grosso calderone con vicino delle boccette vuote di vetro. Su uno scaffale c’era una pergamena, c’era scritto:
“Messere Sisper, l’ esercito di Nordash è noto in tutto il continente di Tyrin per la sua potenza che da lustri e lustri gli garantisce l’indipendenza . Lord Genomisus la prega di riportare all’auge l’esercito di Nordash. Infatti è da alcuni anni che la purezza non rientra più tra le qualità dei nostri battaglioni. Da prima ancora che il continente di Tyrin si separasse dagli altri era noto che l’uomo, e non la donna,era preposto alla battaglia. Le donne invece non possono far parte dell’esercito, troppo deboli, figlie di Nartras e quindi nate per servire gli uomini. Con la speranza che lei abbia compreso l’importanza di purificare l’esercito che rese famosa la potenza del paese, la invito a partecipare attivamente a questa nobile missione. Credo che nessuno voglia che i suoi esperimenti illeciti vengano scoperti. Il rischio di essere giudicati dall’Inquisizione come eretici è altissimo quando si fanno esperimenti su bambini,anche se bambini poveri. Attendendo una vostra lettera di risposta affermativa Lord Genomisus le fa i suoi più nobili saluti.
Post Scrittum: per portare a termine la missione Lord Genomisus è disposto a darvi uomini e danaro. Che tutto torni nel modo in cui è stato deciso dall’uomo”.
Lì accanto il battaglione trovò altre pergamene, sempre di Lord Genomisus: “La ringrazio per aver accettato la mia offerta. Non potevo credere all’esistenza di un veleno incolore e inodore prima che voi mi affermaste il contrario. Come da lei richiesto tra qualche giorno delle guardie speciali le porteranno ausilio per far si che la missione termini per il meglio”.
“Incredulo della morte delle mie guardie speciali tra pochi giorni il battaglione segreto la verrà a trovare. Arriveranno nella notte di plenilunio, prenderanno il suo veleno ed attaccheranno a sorpresa. La purezza maschile tornerà tra le qualità dell’esercito di Nordash”.
“La missione è stata portata a termine. Un solo uomo del battaglione segreto è riuscito a tornare al Consiglio,ma è morto a causa delle profonde ferite riportate. Finalmente l’esercito è di nuovo puro, pulito da ogni imperfezione, la forza maschile è l’unica a portare vittoria. La sua Gran Bottega non sarà visitata per il momento da scomodi Inquisitori” .
Tutta opera di Lord Genomisus e dei suoi scagnozzi. Genomisus faceva parte del Consiglio dei 10, il Consiglio che aveva il potere amministrativo, legislativo e giudiziario acquisiti per Carisma Divino, e che adesso li usava per i propri interessi e le proprie distorte visioni. Il battaglione rimase lì nello studio segreto, il loro cuore si stava avvolgendo di un sentimento di rabbia, non una rabbia fine a se stessa,ma una rabbia causata dalla falsità e dal manierismo di quella classe nobile; la loro rabbia smuoveva le loro azioni per riportare l’umanità in pace e in armonia con la natura. Non c’era più nessuna patria, nessun esercito, nessun Re.
Si sentivano figli della Natura, abitanti della terra ed avevano solo lo scopo di riportare l’umanità tutta al perfetto ruolo che possedeva in natura, non come dominatore del mondo e di se stesso,ma tassello insostituibile del sistema naturale, come gli alberi,il vento, e le formiche.
Un urlo catturò l’attenzione del battaglione. Si era fatta mattina, Sisper si era svegliato, li aveva scoperti.
Un guerriero del battaglione lanciò un coltello che attraversò parte della veste dell’alchimista,proprio sulla spalla, facendolo indietreggiare e fissandolo al muro. Un altro prese una delle boccette,che contenevano la sostanza incolore e inodore e andò verso Sisper. Gli fecero bere il contenuto aspettando rabbiosamente il risultato. Un veleno efficacissimo, poche convulsioni e poi subito morto, caduto a terra se non fosse rimasto appeso per la spalla. Il battaglione capì una cosa, non c’è bene e non c’è male.
Il bene e il male sono un invenzione degli uomini, degli stati e dei regni, la natura fa solo il suo corso. Ogni metodo usato in futuro dall’esercito non sarebbe stato considerato né malvagio, né buono, ma GIUSTO. Come è giusto che un fulmine si scagli al suolo per bruciare il terreno ricco di erbacce per farvi ricrescere una manto di verde erba, così quel battaglione sarebbe stato fuoco per le erbacce dell’umanità per curarla e farla ritornare perfetta ed armonica, in equilibrio con le forze della natura. La missione non era terminata.
Il battaglione non trovava ancora riposo, uscì dalla casa dell’alchimista con il suo corpo, prese le lettere e le pozioni, e tutti gli esperimenti mal riusciti. Seppellì l’uomo con tutti i suoi perversi esperimenti, lo ridonò alla terra che ne avrebbe ricavato nutrimento. Spese il resto del giorno per progettare il piano.
La notte seguente, illuminata da un sottile spicchio di luna, il piccolo esercito tornò all’attacco. Arrivò davanti il Consiglio dei 10, un’ enorme struttura in stile gotico con ai lati due enormi torri. All’estremità dell’ingresso c’erano due guardie,non fu difficile eliminarne una e bloccare l’altra. La guardia rimasta in vita, con una mano infilzata da un pugnale sulla porta principale riferì dove si trovassero i 10. L’esercito salì la scalinata della torre ovest. Bastò una pesante pedata per aprire le porte. Vino versato a terra, cibo buttato, schiave violentate e risate sguaiate riempivano quella sala.
I 10 nobili, tra ricchi ed ecclesiastici, dimostrarono la loro mancanza di spirito, valore e ideali che ogni giorno dicevano di possedere,mandando in battaglia il loro esercito contro i miscredenti e i peccatori. Le armi della piccola armata si mossero da sole. Non fu difficile eliminare il Consiglio. Una breve danza di guerra con spruzzi di sangue abbinata ad arti tagliati che piroettavano fino al soffitto per poi ricadere in quei costosi tappeti sporchi di vino,sangue e cibo. Solo uno era riuscito a scappare, Lord Genomisus. Una parte del piccolo esercito si prese cura delle povere donne aggredite. Un altro diede la caccia all’erba cattiva. Il nobile troppo pieno di alcol e grasso per correre fu facilmente raggiunto. Fu sufficiente un colpo in testa per fargli perdere i sensi.
Quando rinvenne era mattino, si trovava legato ad un albero, completamente nudo, davanti a se aveva tutto il battaglione. Rivolse lo sguardo verso il capo che disse:
“Quando vivi nello sfarzo e nella ricchezza che i tuoi avi e non tu hanno preso, quando credi che nascere in un modo possa condizionare così tanto la tua vita senza valutare la volontà e la tenacia di ogni persona, quando privi i tuoi simili della loro ricchezza, dei loro affetti, della loro vita; quando il benessere in cui vivi ti da l’illusione di essere superiore agli altri, di poter agire per conto degli dei, di poter decidere del destino degli altri, allora devi pagare un prezzo, il costo di tutti i tuoi errori. Noi siamo l’ex- battaglione dell’Angelo Della Guerra, la nostra Semidea, ed ora abbiamo l’unico scopo di ripulire il mondo da chi parla di bene e di male, di chi si atteggia da valoroso,ma che in realtà non ricopre nemmeno il ruolo più basso di umanità,ma quello che gli va contro, il disumano. CHE NARTRAS,DIO DELLA MORTE, COLUI CHE BILANCIA LE FORZE NATURALI, POSSA ESSERE RICOMPENSATO DALLA TUA CARNE“.
Genomisus venne spennellato di miele da capo a piedi. Cominciarono ad arrivare tutti gli insetti attirati dal dolce nettare, e gli strapparono lentamente la carne. Gli uccelli spazzini ripulirono il resto lasciando solo un mucchio d’ossa. Il teschio venne preso dal battaglione come simbolo dello stendardo. Il capo prese il teschio in mano, lo alzò mostrandolo al battaglione e urlò: “NOI SIAMO I SEGUACI DI NARTRAS, TASSELLO ESSENZIALE PER IL CICLO NATURALE. ABBIAMO LO SCOPO DI RIPULIRE L’UMANITA’ DAI FALSI IDEALI, DALLE FALSE RELIGIONI,DALLE FALSE CREDENZE, E DA TUTTI QUELLI CHE LE PROFESSANO“.
I Seguaci Di Nartras abbandonarono le terre di Nardash e cominciarono a vagare per i territori circostanti .A lungo andare nei boschi circostanti si creò un piccolo villaggio, dove i Seguaci Di Nartras si stabilirono e allevarono i proprio figli, che purtroppo non riuscirono a tenere il proprio villaggio nascosto e venne distrutto. I pochi rimasti sotto il comando di Solidar furono obbligati a fuggire e a ripararsi nelle pianure circostanti alle montagne. La discesa dalle montagne non fu priva di incontri spiacevoli, creature demoniache erano all’ordine del giorno. Ovviamente i popoli sottostanti alle montagne non sanno quale sia la storia dei Seguaci Di Nartras… non sanno perché siano scesi dalle montagne e non sanno il loro vero nome… Scesi nelle montagne hanno trovato uno strano posto, un posto completamente diverso dal loro, dove regnava la calma, dove non c’era il minimo rumore. Ormai rimasti in pochi uomini hanno dovuto abbandonare le loro care terre per scendere in questo ostile posto di gente scellerata e senza umanità .
150 anni dopo l’ascesa di Tyrin in terra i Seguaci tornarono nella loro vera casa, Nordash. Dove incontrarono una realtà completamente diversa da come si ricordavano, era quasi tutto distrutto e usurato dal tempo. Le poche persone rimaste erano stremate e allo sfacello.
Dopo alcuni anni riuscirono a ristabilire la città, portando gente e le famiglie sparse per il continente, dove per lunghe decadi abitarono senza una fissa dimora. In questi lunghi anni vennero narrate le storie dei Seguaci e delle loro gesta, dei loro errori e delle loro glorie, tramandandosi da padre in figlio tutte queste storie, rese leggenda dagli anni che passavano.
Una volta ristabilita la città, un piccolo gruppo di uomini riscese nell’entroterra del continente per vedere se fosse cambiato qualcosa nelle genti e nel pensiero; ma, con loro rammarico notarono che non era cambiato nulla.
Anzi qualcosa era peggiorato, il loro Dio stava cadendo a pezzi come l’ormai rinata Nordash ed allora decisero che era il momento di tornare sul campo di battaglia per far ricordare a tutti chi erano i seguaci.
“Voi siete solo carne da macello, pedine all’interno della mia scacchiera” questa frase echeggiò nelle fila dei seguaci, una frase tristemente vera. I seguaci erano diventati delle succubi pedine nel gioco di un dio che come obbiettivo aveva solo una brama di potere, che portava lungo di essa solo una striscia di sangue e cadaveri.
È allora che i seguaci capirono cosa fosse giusto, eliminare Nartras per un bene superiore NORDASH.
Dopo lunghe discussioni, sul come uccidere un Dio i seguaci videro uno spiraglio di luce. Anvard si avvicinò agli uomini tendendogli una mano per estirpare questo cancro che si stava espandendo, lasciando attorno a se solo un paesaggio arido senza nessuna via d’uscita. L’accordo era fatto e il piano stabilito NARTRAS DOVEVA MORIRE.
Dopo aver teso l’agguato all’ormai fu Dio della morte il piccolo gruppo di seguaci gli si scagliò contro come dei lupi affamati su un animale morente.
Ora senza più la tirannia di quel mostro i seguaci decisero finalmente proteggere ciò che per troppo tempo è stato dimenticato, decisero di prendersi la responsabilità di proteggere Nordash.
Senza più un Dio a cui appoggiarsi i seguaci tornarono nella loro amata città dove trovarono Anvard, protettore dei ladri e delle imprese ardite, che gli offri il proprio aiuto nel momento in cui quel popolo lo avesse accettato come proprio Dio.
Ora che la calma era tornata, il gruppo di seguaci tornò nel continente per spargere la voce sulla morte di Nartras, e per professare la libertà che per troppo tempo gli era stata negata.
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